FigliaPig si è sempre fatta capire molto bene. Anche quando non parlava.
Le baby sitter "occasionali" erano stupite da come riuscisse a farsi capire ad appena 1 anno e senza pronunciare delle vere e proprie parole. Tipo che se aveva fame, ti indicava il suo seggiolone e tentava di dire pappa (PAAAA). Inequivocabile.
Alcuni vocabili invece erano chiari solo a noi della famiglia.
Ad esempio, il nome di FiglioPig: Matteo. A 18 mesi tentava di chiamarlo e quello che usciva fuori era "PESCE". Sulla relazione tra i suoni "Matteo" e "Pesce" continuiamo ad interrogarci tuttora. In ogni caso, siamo andati avanti tutta l'estate con "Pesce" e dovevamo sempre specificare agli estranei che in realtà era il nome del fratello per non farla prendere per una pazza visionaria, appassionata di pesce!
Intorno ai 24 mesi, Pesce si è trasformato in "PETTAO" e questo modo di chiamare FiglioPig era così simpatico che nel giro di poco è diventato il suo soprannome ufficiale (ancora adesso qualche volta lo chiamiamo così in modo affettuoso!).
E finalmente a metà marzo (ossia a 28 mesi) anche Pettao si è trasformato in un chiaro MATTEO.
Un'evoluzione simile ha avuto anche Babbo Natale. A 25 mesi circa diceva "Ucci Ciale", mentre ora lo pronuncia correttamente.
Nel corso degli ultimi mesi, FigliaPig ha migliorato molto la pronuncia delle tante parole che ormai conosce e ovviamente ha anche arricchito il suo vocabolario. Formula frasi abbastanza complesse e ci imita nelle espressioni e nei modi di dire. Ad esempio, mi passa le mani sulla fronte e sui capelli e mi dice "Sei bella sudatina!!" .... ovviamente a sproposito, quando non sono per niente "sudatina", il che la rende ancora più buffa!!! Ogni volta che noi o FiglioPig raccontiamo qualcosa della giornata, lei si intromette per fare altrettanto e tenta di ripetere quello che abbiamo detto noi, infilandoci i nomi delle sue amiche dell'asilo. Davvero tenera e divertente!!
Poi parlotta tanto da sola mentre gioca. Prende le sue bamboline, le sgrida perchè fanno i capricci e ripete loro "Non si fa! In castigo!!". Prende le pentoline, cucina ed elenca tutti gli ingredienti che mette (spesso non aderenti alla realtà, tipo prende il peperone e dice che è l'olio. Vabbè, dettagli!).
La prova del nove che dimostra quanto ora parli "bene", però, sono le canzoni. Prima canticchiava le canzoncine che imparava all'asilo nido e - a parte quelle già a note - noi non capivamo neppure l'argomento. I suoni che diceva erano senza senso e non avevano nessuno filo logico. Ora finalmente, con l'evoluzione del linguaggio, abbiamo capito le parole e il significato di alcune canzoni che cantava da mesi e abbiamo scoperto che sono completamente diverse da quello che ci aspettavamo. Ad esempio, continuava a cantare "i bambini consolare" (o almeno sembrava dicesse così), mentre ora abbiamo scoperto che diceva "i bambini so suonare" (dove viene suonata ogni parte del corpo del bambino: la pancia, il naso, ecc.). Che ridere con FiglioPig il giorno in cui FigliaPig ha finalmente pronunciato bene le parole della canzone: eravamo felici come se avessimo risolto il più intricato dei misteri!!
In conclusione ormai abbiamo un'altra bella chiacchierina in giro per casa, che promette bene come il fratellone. Lei non si lancia ancora in tanti discorsi davanti ad uno sconosciuto, ma con noi della famiglia non sta zitta un attimo e ci sono certi momenti che non saprei davvero dire chi è il più chiacchierone tra i due. Diciamo che la lingua non manca a nessuno. Neanche a MammaPig del resto.
martedì 9 aprile 2013
giovedì 4 aprile 2013
La felicità è dall'altra parte della paura
Non sono una persona coraggiosa. E nemmeno impulsiva. Prima di decidermi a fare qualcosa, ci ragiono e ragiono e ragiono. Spesso poi è la mia prima scelta a prevalere, però prima di intraprenderla spendo sempre molto tempo ad esaminare tutti i pro e i contro, a vagliare eventuali altre soluzioni per poi alla fine tornare sulla prima scelta.
Quindi è raro che prenda una decisione di un certo spessore, così su due piedi.
E' raro, ma può capitare. Ed è capitato.
Tre settimane fa.
Come già vi dicevo qui, in questo periodo in ufficio non c'è molto lavoro e io ho accumulato nel corso degli anni tanti giorni di ferie arretrate. Il mio capo quindi mi ha "invitato" a prendere un po' di ferie.
Così, senza preavviso.
Che faccio a metà marzo?
La tentazione di vivere passivamente e oziosamente questi inaspettati giorni di ferie è stata forte, ma poi per caso, proprio in quei giorni, ho letto una frase che suonava più o meno così: "La felicità è dall'altra parte della paura". L'ho presa come un segno. Continuava a girarmi in testa. Come se qualcuno mi dicesse "Fallo". Mi ci voleva un po' di coraggio, solo un po' di coraggio, per prendere una decisione che avevo paura di prendere.
Partire con i bimbi. Da sola con i bimbi.
Andare a trovare NonnaPig, che vive ai Caraibi.
Pochi giorni dopo ero su un aereo. Da sola con i bimbi. Contentissimi.
Una decisione presa impulsivamente, senza riflettere troppo, senza esaminare ogni minima sfaccettatura e ogni minimo "e se ...", senza fermarmi di fronte ai mille dubbi e alle tante preoccupazioni.
Siamo partiti il 17 marzo: nella nostra città nevicava.
Siamo atterrati dopo 10 ore di volo e abbiamo trovato 29 gradi.
Sono stata sospesa tra realtà e sogno per diversi giorni.
Non mi sembrava possibile.
Non mi sembrava reale.
I piedini nudi, le bracciotte scoperte, i castelli di sabbia, il mare blu ed infinito, il sole che arroventava la pelle.
Sono state due settimane fantastiche.
La felicità è dall'altra parte della paura.
Quindi è raro che prenda una decisione di un certo spessore, così su due piedi.
E' raro, ma può capitare. Ed è capitato.
Tre settimane fa.
Come già vi dicevo qui, in questo periodo in ufficio non c'è molto lavoro e io ho accumulato nel corso degli anni tanti giorni di ferie arretrate. Il mio capo quindi mi ha "invitato" a prendere un po' di ferie.
Così, senza preavviso.
Che faccio a metà marzo?
La tentazione di vivere passivamente e oziosamente questi inaspettati giorni di ferie è stata forte, ma poi per caso, proprio in quei giorni, ho letto una frase che suonava più o meno così: "La felicità è dall'altra parte della paura". L'ho presa come un segno. Continuava a girarmi in testa. Come se qualcuno mi dicesse "Fallo". Mi ci voleva un po' di coraggio, solo un po' di coraggio, per prendere una decisione che avevo paura di prendere.
Partire con i bimbi. Da sola con i bimbi.
Andare a trovare NonnaPig, che vive ai Caraibi.
Pochi giorni dopo ero su un aereo. Da sola con i bimbi. Contentissimi.
Una decisione presa impulsivamente, senza riflettere troppo, senza esaminare ogni minima sfaccettatura e ogni minimo "e se ...", senza fermarmi di fronte ai mille dubbi e alle tante preoccupazioni.
Siamo partiti il 17 marzo: nella nostra città nevicava.
Siamo atterrati dopo 10 ore di volo e abbiamo trovato 29 gradi.
Sono stata sospesa tra realtà e sogno per diversi giorni.
Non mi sembrava possibile.
Non mi sembrava reale.
I piedini nudi, le bracciotte scoperte, i castelli di sabbia, il mare blu ed infinito, il sole che arroventava la pelle.
Sono state due settimane fantastiche.
La felicità è dall'altra parte della paura.
giovedì 7 marzo 2013
I miei ricordi fino ai 6 anni
Diventare mamma secondo me è anche un po' terapeutico. Personalmente, attraverso i miei figli, rivivo parte della mia infanzia. Mi vengono in mente episodi che avevo rimosso. Mi spiego cose che all'epoca non capivo. Provo a mettermi nei panni dei miei genitori e incuriosita, mi capita anche di porre loro delle domande sui miei primi anni di vita.
Con i miei genitori ho un bel rapporto, ma mi colpisce il fatto che non parliamo mai del passato (soprattutto così lontano!), ma sempre e solo del presente. Per dire, mio padre non è venuto mai a dirmi spontaneamente "sai, mi ricordo che quando eri piccola facevi così..." oppure "ti ricordi quando abbiamo fatto questo...". Parliamo solo di ciò che viviamo. Eppure io guardando e "vivendo" i miei figli, trovo immediato pensare a me stessa alla loro età e vorrei tanto che i miei genitori mi raccontassero tutto quello che si ricordano. Per esempio, guardando il nipotino che inizia a gattonare, pensavo venisse loro spontaneo raccontare su come io ho iniziato a farlo. Invece no, sembra che i miei genitori abbiano rimosso parecchio di quell'epoca.... Pochi ricordi (anzi, mio padre zero ricordi, solo mia mamma si ricorda qualcosa). In quest'ottica spero che questo blog sia accessibile ai miei figli anche fra 30 anni e racconti loro di come erano quando erano piccoli. Certo, in questo blog non scrivo proprio tutto, ma magari, come succede sfogliando un album, partendo da ciò che c'è fisicamente, si riesce a ricordare anche ciò che c'è solo nella nostra memoria.
Dal momento, quindi, che non posso fare troppo affidamento sui racconti di altri, cerco di recuperare particolari sepolti nei miei ricordi. Sarebbe utile il pensatoio di Silente, in certi casi.
Ho vissuto con la mia famiglia fino ai 6 anni in un appartamento in affitto, poi ci siamo trasferiti in un nuovo appartamento, di proprietà dei miei genitori: questo trasloco per me rappresenta un po' la linea del ricordo, ovvero i miei ricordi partono principalmente da qui. Mi ricordo che una volta mi hanno portato a visitare questa nuova casa mentre c'erano i lavori di ristrutturazione e c'ero rimasta un po' male nel constatare che non c'erano i pavimenti. E poi mi ricordo che ho fatto un bel capriccio perchè non volevo le tendine alla finestra della mia cameretta. Ma alla fine le tendine me le hanno messe.
Ricordo che ci siamo trasferiti lì in primavera/estate. Era il 1986. Avevo 6 anni compiuti da poco. In quell'estate mi hanno comprato la mia prima "cartella" per la scuola elementare. Era proprio una cartella, non uno zaino: di cuoio azzurrina con Snoopy. L'anno successivo è stata poi sostituita con uno zaino rosa di Popeye, Braccio di Ferro insomma, ma sullo zaino era scritto proprio in inglese. E mi ricordo che sia Snoopy che Popeye li avevo scelti io dopo un lungo ragionamento perchè erano personaggi "evergreen" e in quanto tali erano più "da grandi" e sarebbero andati bene per molti anni. Mai e poi mai avrei scelto uno zaino di Barbie (che invece avevano tutte le mie amiche) che giudicavo troppo da "piccola" e troppo da "femmina". Avevo 6 anni e giudicavo lo zaino di Barbie da piccola.
Prima di questo trasloco, ho vaghi ricordi. Ricordo abbastanza bene come era fatta la casa di prima, ma non ricordo i giochi che facevo, i miei pupazzi preferiti, non ricordo aneddoti, non ricordo se di notte mi alzavo dal mio letto per andare nel lettone dei miei, non ricordo se saltavo sul divano o se litigavo con mio fratello, non ricordo il momento del pranzo, non ricordo nemmeno cosa mi piaceva mangiare.... Mi ricordo solo che al piano di sotto c'erano anche i miei zii e mi piaceva tanto andare da loro. Ricordo una volta che ho fatto colazione da loro, nella loro minuscola cucina. Chissà se era davvero colazione.
Poi ho qualche ricordo della scuola materna. Mi portava mio papà e io piangevo sempre. Lacrime sommesse, senza troppi singhiozzi, perchè sono sempre stata molto timida e non volevo attirare l'attenzione su di me. Quando FiglioPig piangeva, durante i primi mesi di scuola materna, gli raccontavo delle mie lacrime, ma a scuola ci dovevo andare lo stesso e alla fine poi mi divertivo e il momento di nostalgia passava presto. Volevo che sapesse che anche io ho sempre patito il momento del distacco e che sono sopravvissuta. FiglioPig, a differenza mia, ha smesso in fretta in piangere.
Della scuola materna ho comunque parecchi ricordi, alcuni nitidi, altri meno.
Mi ricordo ad esempio quando uscivamo a giocare in giardino, nei tubi di cemento o nella sabbiera (... entrambi banditissimi ora!!). Io adoravo fare il "cioccolato" sfregando il tacco della scarpa nella terra e preparavo gustose coppette di gelato.
Mi ricordo di quando andavamo a fare il riposino, sui materassini per terra, con le lenzuola e la copertina che portavamo da casa.
Mi ricordo quando la maestra ha cercato di spiegarci cosa era successo a Chernobyl e che non potevamo più mangiare insalata e pomodori.
Mi ricordo dello spettacolo dell'ultimo anno di materna e della mia tremenda paura di esibirmi.
Mi ricordo delle bandiere gialle usate in questo saggio, con il legno pitturato da noi e una stoffa gialla attaccata con dei chiodini.
I miei ricordi 0-6 anni più o meno sono tutti qua.
Non mi ricordo le vacanze, non mi ricordo i momenti con la mia famiglia, non mi ricordi i Natali, non mi ricordo le merende, non mi ricordo le coccole.
Non dico che tutto questo non ci sia stato, ma io non lo ricordo.
Spero che questo blog serva ai miei figli per ricordare questi anni. Nei prossimi giorni cercherò di scrivere di più sulla loro quotidianità, su quello che amano fare, su quello che dicono, su quello che cantano, su quello che sono. Perchè ho paura che anche io lo dimenticherò presto.
Con i miei genitori ho un bel rapporto, ma mi colpisce il fatto che non parliamo mai del passato (soprattutto così lontano!), ma sempre e solo del presente. Per dire, mio padre non è venuto mai a dirmi spontaneamente "sai, mi ricordo che quando eri piccola facevi così..." oppure "ti ricordi quando abbiamo fatto questo...". Parliamo solo di ciò che viviamo. Eppure io guardando e "vivendo" i miei figli, trovo immediato pensare a me stessa alla loro età e vorrei tanto che i miei genitori mi raccontassero tutto quello che si ricordano. Per esempio, guardando il nipotino che inizia a gattonare, pensavo venisse loro spontaneo raccontare su come io ho iniziato a farlo. Invece no, sembra che i miei genitori abbiano rimosso parecchio di quell'epoca.... Pochi ricordi (anzi, mio padre zero ricordi, solo mia mamma si ricorda qualcosa). In quest'ottica spero che questo blog sia accessibile ai miei figli anche fra 30 anni e racconti loro di come erano quando erano piccoli. Certo, in questo blog non scrivo proprio tutto, ma magari, come succede sfogliando un album, partendo da ciò che c'è fisicamente, si riesce a ricordare anche ciò che c'è solo nella nostra memoria.
Dal momento, quindi, che non posso fare troppo affidamento sui racconti di altri, cerco di recuperare particolari sepolti nei miei ricordi. Sarebbe utile il pensatoio di Silente, in certi casi.
Ho vissuto con la mia famiglia fino ai 6 anni in un appartamento in affitto, poi ci siamo trasferiti in un nuovo appartamento, di proprietà dei miei genitori: questo trasloco per me rappresenta un po' la linea del ricordo, ovvero i miei ricordi partono principalmente da qui. Mi ricordo che una volta mi hanno portato a visitare questa nuova casa mentre c'erano i lavori di ristrutturazione e c'ero rimasta un po' male nel constatare che non c'erano i pavimenti. E poi mi ricordo che ho fatto un bel capriccio perchè non volevo le tendine alla finestra della mia cameretta. Ma alla fine le tendine me le hanno messe.
Ricordo che ci siamo trasferiti lì in primavera/estate. Era il 1986. Avevo 6 anni compiuti da poco. In quell'estate mi hanno comprato la mia prima "cartella" per la scuola elementare. Era proprio una cartella, non uno zaino: di cuoio azzurrina con Snoopy. L'anno successivo è stata poi sostituita con uno zaino rosa di Popeye, Braccio di Ferro insomma, ma sullo zaino era scritto proprio in inglese. E mi ricordo che sia Snoopy che Popeye li avevo scelti io dopo un lungo ragionamento perchè erano personaggi "evergreen" e in quanto tali erano più "da grandi" e sarebbero andati bene per molti anni. Mai e poi mai avrei scelto uno zaino di Barbie (che invece avevano tutte le mie amiche) che giudicavo troppo da "piccola" e troppo da "femmina". Avevo 6 anni e giudicavo lo zaino di Barbie da piccola.
Prima di questo trasloco, ho vaghi ricordi. Ricordo abbastanza bene come era fatta la casa di prima, ma non ricordo i giochi che facevo, i miei pupazzi preferiti, non ricordo aneddoti, non ricordo se di notte mi alzavo dal mio letto per andare nel lettone dei miei, non ricordo se saltavo sul divano o se litigavo con mio fratello, non ricordo il momento del pranzo, non ricordo nemmeno cosa mi piaceva mangiare.... Mi ricordo solo che al piano di sotto c'erano anche i miei zii e mi piaceva tanto andare da loro. Ricordo una volta che ho fatto colazione da loro, nella loro minuscola cucina. Chissà se era davvero colazione.
Poi ho qualche ricordo della scuola materna. Mi portava mio papà e io piangevo sempre. Lacrime sommesse, senza troppi singhiozzi, perchè sono sempre stata molto timida e non volevo attirare l'attenzione su di me. Quando FiglioPig piangeva, durante i primi mesi di scuola materna, gli raccontavo delle mie lacrime, ma a scuola ci dovevo andare lo stesso e alla fine poi mi divertivo e il momento di nostalgia passava presto. Volevo che sapesse che anche io ho sempre patito il momento del distacco e che sono sopravvissuta. FiglioPig, a differenza mia, ha smesso in fretta in piangere.
Della scuola materna ho comunque parecchi ricordi, alcuni nitidi, altri meno.
Mi ricordo ad esempio quando uscivamo a giocare in giardino, nei tubi di cemento o nella sabbiera (... entrambi banditissimi ora!!). Io adoravo fare il "cioccolato" sfregando il tacco della scarpa nella terra e preparavo gustose coppette di gelato.
Mi ricordo di quando andavamo a fare il riposino, sui materassini per terra, con le lenzuola e la copertina che portavamo da casa.
Mi ricordo quando la maestra ha cercato di spiegarci cosa era successo a Chernobyl e che non potevamo più mangiare insalata e pomodori.
Mi ricordo dello spettacolo dell'ultimo anno di materna e della mia tremenda paura di esibirmi.
Mi ricordo delle bandiere gialle usate in questo saggio, con il legno pitturato da noi e una stoffa gialla attaccata con dei chiodini.
I miei ricordi 0-6 anni più o meno sono tutti qua.
Non mi ricordo le vacanze, non mi ricordo i momenti con la mia famiglia, non mi ricordi i Natali, non mi ricordo le merende, non mi ricordo le coccole.
Non dico che tutto questo non ci sia stato, ma io non lo ricordo.
Spero che questo blog serva ai miei figli per ricordare questi anni. Nei prossimi giorni cercherò di scrivere di più sulla loro quotidianità, su quello che amano fare, su quello che dicono, su quello che cantano, su quello che sono. Perchè ho paura che anche io lo dimenticherò presto.
lunedì 4 marzo 2013
Un'amica a casa
Oggi è successa una cosa che mi ha sorpreso: è venuta una bimba a giocare a casa nostra e per la prima volta è stata la "piccola" di casa la principale protagonista, anzichè suo fratello maggiore.
Ora cerco di spiegarmi meglio...
Finora tutti i bimbi che sono venuti a giocare a casa nostra o erano compagni di asilo di FiglioPig oppure figli di nostri amici, ma in entrambi i casi hanno sempre giocato ed interagito quasi esclusivamente con FiglioPig, il più grande, mentre FigliaPig, ancora relativamente piccola, rimaneva in "secondo piano", ai margini dei loro giochi.
Oggi pomeriggio, mentre rientravamo a casa, abbiamo incontrato nell'androne del palazzo la nostra portinaia, che, contrariamente a quanto si possa immaginare, è una ragazza giovane con due bimbe piccole (una di 4 anni appena compiuti e l'altra di 10 mesi). Spesso quando ci incontriamo, io e la portinaia ci perdiamo facilmente in chiacchiere (potete immaginare, una portinaia di vocazione - io - con una portinaia vera!!!) e FiglioPig inizia a giocare con la bimba più grande, che chiamerò MikyFox. Dato che loro abitano proprio al pian terreno, è anche capitato che FiglioPig finisca - non si sa come - in casa loro a giocare con i giochi di MikyFox; così, oggi, tra una chiacchiera e l'altra di noi mamme e una corsa e l'altra dei bimbi, abbiamo invitato MikyFox a giocare da noi. La mamma non poteva venire perchè doveva ancora finire di lavorare (ha un'ora di pausa a metà pomeriggio giusto per andare a recuperare le figlie), ma la bimba, sebbene non ci conosca poi così bene, ha subito acconsentito a venire da sola.
Una volta a casa è successo il "fatto strano". Sebbene anche durante gli incontri nell'androne, MikyFox e FiglioPig abbiano sempre giocato bene, una volta a casa non sono riusciti a trovare qualcosa che li coinvolgesse entrambi. FiglioPig le mostrava i suoi giochi preferiti, ma lei non era affatto interessata e in breve ha iniziato a giocare e interagire proprio con FigliaPig che aveva già tirato fuori il servizio da thè, Minnie, Hello Kitty, ecc. E alla fine, per tutto il pomeriggio, MikyFox ha giocato con FigliaPig, ma non come la bambina grande che fa la mammina alla piccola, ma proprio come due bambine "alla pari". Per dire, hanno giocato insieme anche all'Allegro Chirurgo, che è da sempre una passione di FigliaPig!! FiglioPig è rimasto in disparte e ha giocato da solo, inizialmente anche un po' offeso per la "nuova situazione". Io cercavo di spronarlo ad unirsi a loro, ma evidentemente era una situazione così nuova da spiazzarlo e smorzare la sua innata affabilità.
Per fortuna, verso la fine del pomeriggio, FiglioPig è riuscito poi a lasciarsi coinvolgere dal duetto MikyFox e FigliaPig, ma su questo non avevo troppi dubbi. FiglioPig ha tanti difetti, ma sicuramente tra i suoi miglior pregi c'è la capacità di giocare con tutti ed adeguarsi facilmente ad ogni "tipo" di bimbo. So che a scuola passa con facilità dal giocare a "mamma e bambino", "marito e moglie" e simili con le sue compagne al giocare a Spiderman, a BenTen o ai dinosauri con i suoi amici.
La vera novità dunque è stata FigliaPig: per la prima volta ha giocato con una bimba "estranea" e più grande, per la prima volta è stata lei ad avere un'amica con cui giocare a casa.
Ora cerco di spiegarmi meglio...
Finora tutti i bimbi che sono venuti a giocare a casa nostra o erano compagni di asilo di FiglioPig oppure figli di nostri amici, ma in entrambi i casi hanno sempre giocato ed interagito quasi esclusivamente con FiglioPig, il più grande, mentre FigliaPig, ancora relativamente piccola, rimaneva in "secondo piano", ai margini dei loro giochi.
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| Img presa dal web |
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Per fortuna, verso la fine del pomeriggio, FiglioPig è riuscito poi a lasciarsi coinvolgere dal duetto MikyFox e FigliaPig, ma su questo non avevo troppi dubbi. FiglioPig ha tanti difetti, ma sicuramente tra i suoi miglior pregi c'è la capacità di giocare con tutti ed adeguarsi facilmente ad ogni "tipo" di bimbo. So che a scuola passa con facilità dal giocare a "mamma e bambino", "marito e moglie" e simili con le sue compagne al giocare a Spiderman, a BenTen o ai dinosauri con i suoi amici.
La vera novità dunque è stata FigliaPig: per la prima volta ha giocato con una bimba "estranea" e più grande, per la prima volta è stata lei ad avere un'amica con cui giocare a casa.
mercoledì 27 febbraio 2013
Una mattinata al nido
Sto attraversando un periodo un po' spento della mia vita.
Sono demotivata, apatica, moscia, passiva.
So che in buona parte questo mio stato d'animo è legato al lavoro. Dopo aver lavorato a ritmi abbastanza serrati per tutto novembre e dicembre, da gennaio le attività sono crollate ed il mio umore con loro.
In realtà nel mio lavoro questa situazione è abbastanza frequente: sono una consulente nell'ambito informatico, lavoro su dei progetti e spesso la fine di un progetto non coincide immediatamente con l'inizio di un altro. In questi periodi di transizione ho sempre qualcosina da fare, non è che mi giro proprio i pollici, però comunque non ho obiettivi stimolanti e io subito mi deprimo. Cado in questo stato di apatia e indiffernza, senza nemmeno rendermene conto. Inizio a farmi seghe mentali, a pensare di aver sbagliato lavoro, anzi a pensare che forse farei meglio a licenziarmi e a stare a casa, che tanto per venire in ufficio a fare queste due cose non ne vale la pena. Sono insoddisfatta, insomma. Poi magari dall'oggi al domani parte il nuovo progetto (senza preavviso, come sempre!!) e tutti questi pensieri svaniscono all'istante.
Ma per il momento il nuovo progetto ancora non è partito e io sono qui, indifferente al mondo.
In questo stato, l'unica cosa che mi rende "viva" sono i miei bimbi. E allora mi concentro su di loro e cerco di confinare la mia apatia e demotivazione alle ore lavorative. Quando esco dall'ufficio poi corro a prenderli, me li strapazzo di baci, chiacchieriamo, giochiamo e finalmente VIVO!
Con questo stato d'animo ho deciso di aderire ad un'iniziativa dell'asilo nido di FigliaPig: le educatrici invitavano i genitori e i nonni a partecipare ad una giornata al nido, proponendo un'attività da fare insieme ai bambini.
Subito hanno aderito tanti nonni che a turno, secondo un calendario ben preciso, hanno trascorso la mattinata insieme alla classe, facendo fare la pizza, la pasta oppure delle polpettine. Tutti ovviamente seguendo la loro personalissima e segretissima ricetta regionale! Questi laboratori di cucina con i nonni sono stati molto apprezzati dai bambini, anche solo per la novità di avere un ospite speciale in classe.
Io non ho particolari abilità nè ricette familiari da condividere, ma mi piaceva molto l'idea di trascorrere una mattinata con i bimbi, per vedere quello che fanno, come si comportano fra di loro, quali sono i rituali e le dinamiche e soprattutto come si comporta FigliaPig. E' vero che facendo l'inserimento di due figli tante cose sul nido le sapevo già ma quest'esperienza mi ha fornito un punto di vista diverso. Innazitutto per l'età dei bimbi. L'inserimento l'ho fatto quando i miei figli ancora non sapevano gattonare, non sapevano ovviamente parlare ed erano piuttosto indifferenti agli altri bimbi. La classe era quella dei "lattanti". Ora invece FigliaPig ha 2 anni ed è nella classe dei "divezzi": tutto un altro mondo davvero!!! Quei bambolottini cicciotelli, così tranquilli e carini, tanto che io scherzavo con le maestre dicendo che sembravano dei bambini "di cartone", delle controfigure, da quanto erano immobili e silenziosi sul loro tappeto gioco, si sono trasformati in belve urlanti, correnti ed arrampicanti!! La classe dei divezzi durante il gioco libero è un girone dell'inferno! E mi sono resa davvero conto di quanto siano brave le maestre a riuscire comunque a tenere tutto sotto controllo, a sedare risse e litigi, a consolare, a pulire nasi gocciolanti, a patteggiare, a giocare, a coinvolgere e incredibilmente a divertirsi. Tutto contemporaneamente. Io dopo 5 minuti avevo un livello di stress raggiunto solo durante la maturità. Loro, le maestre, erano sorridenti, pazienti e accoglienti. Perfette.
Un altro aspetto diverso, rispetto all'inserimento, era proprio che non era più l'inserimento! FigliaPig era nella sua classe, con le sue maestre. Giocava con gli amici di cui mi parla sempre e con le maestre a cui per gioco telefoniamo di continuo quando siamo a casa. Durante l'inserimento FigliaPig era sempre arpionata a me, quindi non l'ho mai vista mettersi in fila per andare in bagno o fare i gesti di una canzoncina (a parte che sarebbe stata troppo piccola per farlo!). Quindi in questa occasione ho cercato di farla stare sempre insieme agli altri bimbi, anche se c'ero io e lei, confortata dal fatto che le avevo detto che sarei rimasta comunque tutta la mattina e che poi sarebbe venuta a casa con me, ha accettato di buon grado questa cosa e non ha preteso di stare in braccio o esclusivamente con me per tutto il tempo.
E così, dopo una piccola colazione e un giro in bagno per la pipì, abbiamo iniziato il nostro laboratorio di pittura in cui tutti i bimbi (me compresa!) avevano la possibilità di spennellare su un foglio bianco appeso al muro. FigliaPig ha dipinto sul suo foglio tranquilla, come tutti gli altri, come se non ci fossi. E' stata bravissima! Poi una volta finita la nostra opera d'arte individuale, su di un foglio pulito ne abbiamo fatta una a due mani.... è davvero bello pasticciare con le tempere! L'ho fatto troppo poco quando ero piccola.
Durante quest'attività però è successo di tutto!* E di nuovo il mio livello di stress è salito alle stelle, mentre la maestra aveva un aplomb invidiabile! Solo per dirvene alcune, c'era una bambina che continuava a dipingersi la faccia con il pennello stracarico di tempera, rimpiendosi ogni interstizio, specialmente occhi e naso. E più veniva pulita e gentilmente rimproverata e più lei con disinvoltura, senza farsi vedere, si riempiva di nuovo tutta. La tempera a cucchiate in faccia. Non ho contato le volte in cui è stata pulita e le volte in cui si è impiastricciata di nuovo. Io stavo male, avevo la tachicardia!!! Ero prossima alla morte!!
Un altro bambino continuava a prendere la tempera e a mangiarla, un po' con il pennello e un po' direttamente con le mani, che si faceva prima. Un'altra bimba ha colorato l'unico pezzo di muro non coperto dai fogli. Un'altra si dipingeva per bene le mani e l'avambraccio!! Era tutta blu e ci ha messo così tanto colore che poi, nonostante i ripetuti lavaggi, è rimasta con la pelle colorata... una Tuareg del nido.
Dopo il laboratorio e l'opportuno lavaggio/cambio, c'è stato il pranzo. Devo dire che i bimbi hanno mangiato proprio bene, da soli (aiutati solo quando era necessario), composti, finalmente tranquilli e in silenzio (dato che erano tutti impegnati a mangiare!!!) e senza usare impropriamente il cibo (mi aspettavo lanci di cibo o cose simili, invece sono stati tutti bravissimi).
A fine pranzo, qualche canzoncina tutti insieme, ancora seduti a tavola per aspettare chi mangia un po' più piano.
Noi a quel punto siamo andate vie e non so se era più cotta FigliaPig oppure io.
Arrivate a casa, siamo sprofondate in un sonno profondo.
Che fatica andare all'asilo nido!!!!!!!!
*Disclaimer:
al nido usano tempere atossiche, apposta per bimbi così piccoli che amano "sperimentare"!
Sono demotivata, apatica, moscia, passiva.
So che in buona parte questo mio stato d'animo è legato al lavoro. Dopo aver lavorato a ritmi abbastanza serrati per tutto novembre e dicembre, da gennaio le attività sono crollate ed il mio umore con loro.
In realtà nel mio lavoro questa situazione è abbastanza frequente: sono una consulente nell'ambito informatico, lavoro su dei progetti e spesso la fine di un progetto non coincide immediatamente con l'inizio di un altro. In questi periodi di transizione ho sempre qualcosina da fare, non è che mi giro proprio i pollici, però comunque non ho obiettivi stimolanti e io subito mi deprimo. Cado in questo stato di apatia e indiffernza, senza nemmeno rendermene conto. Inizio a farmi seghe mentali, a pensare di aver sbagliato lavoro, anzi a pensare che forse farei meglio a licenziarmi e a stare a casa, che tanto per venire in ufficio a fare queste due cose non ne vale la pena. Sono insoddisfatta, insomma. Poi magari dall'oggi al domani parte il nuovo progetto (senza preavviso, come sempre!!) e tutti questi pensieri svaniscono all'istante.
Ma per il momento il nuovo progetto ancora non è partito e io sono qui, indifferente al mondo.
In questo stato, l'unica cosa che mi rende "viva" sono i miei bimbi. E allora mi concentro su di loro e cerco di confinare la mia apatia e demotivazione alle ore lavorative. Quando esco dall'ufficio poi corro a prenderli, me li strapazzo di baci, chiacchieriamo, giochiamo e finalmente VIVO!
Con questo stato d'animo ho deciso di aderire ad un'iniziativa dell'asilo nido di FigliaPig: le educatrici invitavano i genitori e i nonni a partecipare ad una giornata al nido, proponendo un'attività da fare insieme ai bambini.
Subito hanno aderito tanti nonni che a turno, secondo un calendario ben preciso, hanno trascorso la mattinata insieme alla classe, facendo fare la pizza, la pasta oppure delle polpettine. Tutti ovviamente seguendo la loro personalissima e segretissima ricetta regionale! Questi laboratori di cucina con i nonni sono stati molto apprezzati dai bambini, anche solo per la novità di avere un ospite speciale in classe.
Io non ho particolari abilità nè ricette familiari da condividere, ma mi piaceva molto l'idea di trascorrere una mattinata con i bimbi, per vedere quello che fanno, come si comportano fra di loro, quali sono i rituali e le dinamiche e soprattutto come si comporta FigliaPig. E' vero che facendo l'inserimento di due figli tante cose sul nido le sapevo già ma quest'esperienza mi ha fornito un punto di vista diverso. Innazitutto per l'età dei bimbi. L'inserimento l'ho fatto quando i miei figli ancora non sapevano gattonare, non sapevano ovviamente parlare ed erano piuttosto indifferenti agli altri bimbi. La classe era quella dei "lattanti". Ora invece FigliaPig ha 2 anni ed è nella classe dei "divezzi": tutto un altro mondo davvero!!! Quei bambolottini cicciotelli, così tranquilli e carini, tanto che io scherzavo con le maestre dicendo che sembravano dei bambini "di cartone", delle controfigure, da quanto erano immobili e silenziosi sul loro tappeto gioco, si sono trasformati in belve urlanti, correnti ed arrampicanti!! La classe dei divezzi durante il gioco libero è un girone dell'inferno! E mi sono resa davvero conto di quanto siano brave le maestre a riuscire comunque a tenere tutto sotto controllo, a sedare risse e litigi, a consolare, a pulire nasi gocciolanti, a patteggiare, a giocare, a coinvolgere e incredibilmente a divertirsi. Tutto contemporaneamente. Io dopo 5 minuti avevo un livello di stress raggiunto solo durante la maturità. Loro, le maestre, erano sorridenti, pazienti e accoglienti. Perfette.
Un altro aspetto diverso, rispetto all'inserimento, era proprio che non era più l'inserimento! FigliaPig era nella sua classe, con le sue maestre. Giocava con gli amici di cui mi parla sempre e con le maestre a cui per gioco telefoniamo di continuo quando siamo a casa. Durante l'inserimento FigliaPig era sempre arpionata a me, quindi non l'ho mai vista mettersi in fila per andare in bagno o fare i gesti di una canzoncina (a parte che sarebbe stata troppo piccola per farlo!). Quindi in questa occasione ho cercato di farla stare sempre insieme agli altri bimbi, anche se c'ero io e lei, confortata dal fatto che le avevo detto che sarei rimasta comunque tutta la mattina e che poi sarebbe venuta a casa con me, ha accettato di buon grado questa cosa e non ha preteso di stare in braccio o esclusivamente con me per tutto il tempo.
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| Immagine liberamente presa dal web!! (ma incredibilmente simile a quello che abbiamo fatto noi) |
Durante quest'attività però è successo di tutto!* E di nuovo il mio livello di stress è salito alle stelle, mentre la maestra aveva un aplomb invidiabile! Solo per dirvene alcune, c'era una bambina che continuava a dipingersi la faccia con il pennello stracarico di tempera, rimpiendosi ogni interstizio, specialmente occhi e naso. E più veniva pulita e gentilmente rimproverata e più lei con disinvoltura, senza farsi vedere, si riempiva di nuovo tutta. La tempera a cucchiate in faccia. Non ho contato le volte in cui è stata pulita e le volte in cui si è impiastricciata di nuovo. Io stavo male, avevo la tachicardia!!! Ero prossima alla morte!!
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| Immagine liberamente presa dal web!! |
Un altro bambino continuava a prendere la tempera e a mangiarla, un po' con il pennello e un po' direttamente con le mani, che si faceva prima. Un'altra bimba ha colorato l'unico pezzo di muro non coperto dai fogli. Un'altra si dipingeva per bene le mani e l'avambraccio!! Era tutta blu e ci ha messo così tanto colore che poi, nonostante i ripetuti lavaggi, è rimasta con la pelle colorata... una Tuareg del nido.
Dopo il laboratorio e l'opportuno lavaggio/cambio, c'è stato il pranzo. Devo dire che i bimbi hanno mangiato proprio bene, da soli (aiutati solo quando era necessario), composti, finalmente tranquilli e in silenzio (dato che erano tutti impegnati a mangiare!!!) e senza usare impropriamente il cibo (mi aspettavo lanci di cibo o cose simili, invece sono stati tutti bravissimi).
A fine pranzo, qualche canzoncina tutti insieme, ancora seduti a tavola per aspettare chi mangia un po' più piano.
Noi a quel punto siamo andate vie e non so se era più cotta FigliaPig oppure io.
Arrivate a casa, siamo sprofondate in un sonno profondo.
Che fatica andare all'asilo nido!!!!!!!!
*Disclaimer:
al nido usano tempere atossiche, apposta per bimbi così piccoli che amano "sperimentare"!
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venerdì 8 febbraio 2013
Di feste e responsabilità
Oggi ho mangiato da sola in pausa pranzo, nel solito baretto.
Accanto a me c'era un tavolo con 4 donne, tutte colleghe fra loro, che chiacchieravano del più e del meno. A un certo punto, sento parlare di bambini e allora, per deformazione "professionale" inizio ad ascoltare....
"Eh no! perchè anche queste mamme che non hanno niente da fare e organizzano sempre feste!!! Che poi fanno passare noi per quelle che non fanno mai nulla!! Pensa che una mamma ha organizzato un pullmino per portare i bimbi, dopo la nanna, a una festa che ha organizzato lei per carnevale in un centro gioco. E poi dovevi andarti a riprendere il bimbo alle 19. Eh no, eh! Io alla mia ho detto che non ci andava, che poi non sapevo come andarla a riprendere."
Ma la gente quanto è stronza?! No, perchè magari quella che ha organizzato la festa, non è che non ha niente da fare, ma magari voleva fare una cosa carina per i bimbi.... ha organizzato persino il pullmino, dovevi solo pensare a riprendere il bimbo alle 19! Io la ringrazierei di cuore, una mamma così!!! Le volevo chiedere il recapito, così ci mandavo i miei figli alla festa e in quelle 2 ore mi facevo un bagno caldo!!!!
Se non riesci ad organizzarti o per altri mille motivi non vuoi mandare tuo figlio alla festa, va bene, dici di no, ringrazi, ma non insulti questa mamma che si è sbattuta per organizzare il tutto.
Anzichè apprezzare e ringraziare chi ha spirito organizzativo, lo si denigra perchè ci fa sfigurare.
Che poi, se non fai nulla, ti insultano perchè magari sei a casa e non organizzi nulla!
Qualsiasi cosa tu faccia, ci sarà sempre il rompicoglioni che criticherà quello che hai fatto!
Sì, la gente è proprio stronza.
Una cosa del genere è successa anche nella classe di FiglioPig per le feste di compleanno:
FASE 1 - festa privata
Qualche genitore ha organizzato la festa di compleanno per il proprio figlio invitando solo gli amici del cuore e immediatamente, alla prima riunione, la maestra ha fatto presente che alcuni genitori si erano lamentati perchè i bimbi non invitati si erano sentiti tagliati fuori (dato che i bimbi invitati giravano allegramente per la classe, dicendo che sarebbero andati alla festa di Tizio!) e perciò aveva chiesto gentilmente di invitare sempre tutta la classe.
FASE 2 - festa di classe
Sono quindi partite le "feste di classe", in cui gli inviti venivano messi a tappeto in tutti gli armadietti.
Tempo qualche mese e sono partite le lamentele, rivolte direttamente alla direttrice della scuola. "Basta con tutti questi inviti, ci mettono in difficoltà, non possiamo partecipare a tutte queste feste e i bimbi ci rimangono male e noi non possiamo permetterci di fare una festa e mio figlio vuole farla come gli altri". E così la direttrice ha VIETATO di mettere inviti di compleanno negli armadietti.
FASE 3 - festa clandestina
Adesso siamo nella fase "festa clandestina": il genitore del festeggiato fa degli appostamenti in corridoio per dare di nascosto l'invito ai genitori degli invitati, cercando di non farsi cogliere in flagranza di reato.
Considerazione:
secondo me questi genitori non hanno semplicemente le palle di prendersi le proprio responsabilità e dire NO ai propri figli. Non vuoi o non puoi portarli all'ennesima festa di compleanno? Gli dici NO, anche a noi capita di ricevere mille inviti, ma non sempre si riesce a fare tutto e allora si dice NO, lo si spiega ai propri figli, ma non si deve dare la colpa a chi fa l'invito!!! E' questo che mi da' fastidio.... dare la colpa agli altri, per non assumersi le proprie responsabilità, per non avere il coraggio di dire "NO" per paura di passare come "cattivi" di fronte ai propri figli.
Lo trovo veramente infantile.
Accanto a me c'era un tavolo con 4 donne, tutte colleghe fra loro, che chiacchieravano del più e del meno. A un certo punto, sento parlare di bambini e allora, per deformazione "professionale" inizio ad ascoltare....
"Eh no! perchè anche queste mamme che non hanno niente da fare e organizzano sempre feste!!! Che poi fanno passare noi per quelle che non fanno mai nulla!! Pensa che una mamma ha organizzato un pullmino per portare i bimbi, dopo la nanna, a una festa che ha organizzato lei per carnevale in un centro gioco. E poi dovevi andarti a riprendere il bimbo alle 19. Eh no, eh! Io alla mia ho detto che non ci andava, che poi non sapevo come andarla a riprendere."
Ma la gente quanto è stronza?! No, perchè magari quella che ha organizzato la festa, non è che non ha niente da fare, ma magari voleva fare una cosa carina per i bimbi.... ha organizzato persino il pullmino, dovevi solo pensare a riprendere il bimbo alle 19! Io la ringrazierei di cuore, una mamma così!!! Le volevo chiedere il recapito, così ci mandavo i miei figli alla festa e in quelle 2 ore mi facevo un bagno caldo!!!!
Se non riesci ad organizzarti o per altri mille motivi non vuoi mandare tuo figlio alla festa, va bene, dici di no, ringrazi, ma non insulti questa mamma che si è sbattuta per organizzare il tutto.
Anzichè apprezzare e ringraziare chi ha spirito organizzativo, lo si denigra perchè ci fa sfigurare.
Che poi, se non fai nulla, ti insultano perchè magari sei a casa e non organizzi nulla!
Qualsiasi cosa tu faccia, ci sarà sempre il rompicoglioni che criticherà quello che hai fatto!
Sì, la gente è proprio stronza.
Una cosa del genere è successa anche nella classe di FiglioPig per le feste di compleanno:
FASE 1 - festa privata
Qualche genitore ha organizzato la festa di compleanno per il proprio figlio invitando solo gli amici del cuore e immediatamente, alla prima riunione, la maestra ha fatto presente che alcuni genitori si erano lamentati perchè i bimbi non invitati si erano sentiti tagliati fuori (dato che i bimbi invitati giravano allegramente per la classe, dicendo che sarebbero andati alla festa di Tizio!) e perciò aveva chiesto gentilmente di invitare sempre tutta la classe.
FASE 2 - festa di classe
Sono quindi partite le "feste di classe", in cui gli inviti venivano messi a tappeto in tutti gli armadietti.
Tempo qualche mese e sono partite le lamentele, rivolte direttamente alla direttrice della scuola. "Basta con tutti questi inviti, ci mettono in difficoltà, non possiamo partecipare a tutte queste feste e i bimbi ci rimangono male e noi non possiamo permetterci di fare una festa e mio figlio vuole farla come gli altri". E così la direttrice ha VIETATO di mettere inviti di compleanno negli armadietti.
FASE 3 - festa clandestina
Adesso siamo nella fase "festa clandestina": il genitore del festeggiato fa degli appostamenti in corridoio per dare di nascosto l'invito ai genitori degli invitati, cercando di non farsi cogliere in flagranza di reato.
Considerazione:
secondo me questi genitori non hanno semplicemente le palle di prendersi le proprio responsabilità e dire NO ai propri figli. Non vuoi o non puoi portarli all'ennesima festa di compleanno? Gli dici NO, anche a noi capita di ricevere mille inviti, ma non sempre si riesce a fare tutto e allora si dice NO, lo si spiega ai propri figli, ma non si deve dare la colpa a chi fa l'invito!!! E' questo che mi da' fastidio.... dare la colpa agli altri, per non assumersi le proprie responsabilità, per non avere il coraggio di dire "NO" per paura di passare come "cattivi" di fronte ai propri figli.
Lo trovo veramente infantile.
lunedì 7 gennaio 2013
Di giorni difficili e di giorni felici
Quest'anno contro ogni iniziale aspettativa, ho avuto la possibilità di stare a casa durante tutte le festività, come una studentessa. Bellissimo!!! Quando ho saputo questa cosa ho iniziato ad informarmi su tutte le cose che avrei potuto fare insieme ai miei bimbi e ho scoperto che c'erano tante iniziative, tante cose da vedere e da fare nella nostra città, al punto che c'è persino un apposito portale web dedicato al Natale a Torino.
Bene.
Ovviamente sabato 22 dicembre a FiglioPig viene la febbre a 39,5. Febbre alta, altissima, per SEI giorni di fila. Un cucciolo stremato.
Il 25 dicembre viene la febbre anche a FigliaPig. Per fortuna un po' più bassa, ma sempre per SEI giorni di fila.
Il 28 è il mio turno, ma fortunatamente me la cavo con solo 2 gg di febbre.
Abbiamo saltato qualsiasi cosa: cenoni, pranzi in famiglia, visite a parenti e amici. Tutti inappetenti, siamo andati avanti a pasta in bianco, riso bollito e pollo per un numero di giorni indefinito. Altro che abbuffate delle feste. Noi siamo dimagriti. I bimbi hanno continuato a NON mangiare per una settimana ancora dopo la scomparsa della febbre.
Sono stati giorni difficili.
Giorni di termometro e tachipirina.
Giorni di aerosol e fazzoletti.
Giorni di risvegli notturni e dormite fino alle 11.
Giorni di lingue bianche e fermenti lattici.
Giorni di "ancora 39,5" e "sentiamo il pediatra".
Eppure, ora che è passata la paura, l'apprensione, l'ansia, la depressione, lo stress, mi rimangono le cose belle di quei giorni.
Vedere tanti DVD insieme. I cartoni di natale alla TV.
Coccole. Coccole. Coccole.
Insieme nel lettone o sul divano sotto una coperta, a qualsiasi ora del giorno e della notte.
Giocare insieme a "Ruba calzino" e a "Shave the Sheep".
Cantare. Cantare. Cantare.
E soprattutto cantare il libro di PeppaPig che dopo 1 giorno e N ascolti sapevamo già tutti a memoria.
E poi dopo Capodanno siamo tornati tutti abbastanza in forma e abbiamo avuto ancora qualche giorno di vacanza per uscire, andare in bicicletta, visitare la nostra bellissima città e andare a mangiare da Mac Bun, che ormai sta diventando una tradizione della famiglia Pig!
Buon 2013 ... e buon rientro al solito tran tran!
Bene.
Ovviamente sabato 22 dicembre a FiglioPig viene la febbre a 39,5. Febbre alta, altissima, per SEI giorni di fila. Un cucciolo stremato.
Il 25 dicembre viene la febbre anche a FigliaPig. Per fortuna un po' più bassa, ma sempre per SEI giorni di fila.
Il 28 è il mio turno, ma fortunatamente me la cavo con solo 2 gg di febbre.
Abbiamo saltato qualsiasi cosa: cenoni, pranzi in famiglia, visite a parenti e amici. Tutti inappetenti, siamo andati avanti a pasta in bianco, riso bollito e pollo per un numero di giorni indefinito. Altro che abbuffate delle feste. Noi siamo dimagriti. I bimbi hanno continuato a NON mangiare per una settimana ancora dopo la scomparsa della febbre.
Sono stati giorni difficili.
Giorni di termometro e tachipirina.
Giorni di aerosol e fazzoletti.
Giorni di risvegli notturni e dormite fino alle 11.
Giorni di lingue bianche e fermenti lattici.
Giorni di "ancora 39,5" e "sentiamo il pediatra".
Eppure, ora che è passata la paura, l'apprensione, l'ansia, la depressione, lo stress, mi rimangono le cose belle di quei giorni.
Vedere tanti DVD insieme. I cartoni di natale alla TV.
Coccole. Coccole. Coccole.
Insieme nel lettone o sul divano sotto una coperta, a qualsiasi ora del giorno e della notte.
Giocare insieme a "Ruba calzino" e a "Shave the Sheep".
Cantare. Cantare. Cantare.
E soprattutto cantare il libro di PeppaPig che dopo 1 giorno e N ascolti sapevamo già tutti a memoria.
E poi dopo Capodanno siamo tornati tutti abbastanza in forma e abbiamo avuto ancora qualche giorno di vacanza per uscire, andare in bicicletta, visitare la nostra bellissima città e andare a mangiare da Mac Bun, che ormai sta diventando una tradizione della famiglia Pig!
Buon 2013 ... e buon rientro al solito tran tran!
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