Ieri c'è stata la "famosa" festa di fine anno della materna, di cui parlavo al punto 4 di questo post.
Nel complesso è stata una bella festa, come tutti gli spettacoli che vedono protagonisti i bambini, anche se devo ammettere che è nata ed è stata un po' sfigata.
Innazitutto si sarebbe dovuta svolgere due settimane fa all'aperto, nel cortile della scuola, ma per la data fissata era previsto il diluvio universale, quindi era stata rimandata a ieri.
Ieri.
Ieri c'era un bellissimo e caldo sole. Di mattina.
Alle 16 è diventato tutto buio e ha iniziato a piovere.
La festa si è svolta in palestra, ma a causa dello spazio limitato sono stati fatti entrare solo i genitori (e i relativi fratelli/sorelle). Nonostante tutti fossero stati avvisati con largo anticipo che in caso di maltempo si sarebbe fatto così, non sono mancati i nonni che hanno cercato di entrare con le peggiori scuse e qualcuno alla fine è anche riuscito ad imbucarsi. In ogni caso, per i nonni è prevista una replica tutta per loro lunedì mattina.... perché doversi imbucare a tutti i costi, generando malumori e discussioni?
A parte ciò, in palestra si era veramente un po' strettini e questo ha reso l'esibizione sicuramente più caotica e difficile. Inoltre, non sono mancati i problemi tecnici: in ben 2 momenti il CD con la musica non è partito correttamente e lo spettacolo è stato interrotto per una decina di minuti. E' stata eroica una maestra che all'ennesimo intoppo ha iniziato a cantare, da sola (e anche un po' stonata, poverina), pur di mandare avanti lo show!! L'ho ammirata davvero tanto.
Insomma, tra un intoppo e l'altro, lo spettacolo dei bimbi è andato! Ormai FiglioPig era tra i "grandi" ed era super-sorridente e sicuro di sé. Adora tutti i saggi e gli spettacoli che organizza la sua scuola, ama esibirsi e lo fa sempre impegnandosi e divertendosi molto. Anche questa volta, era quindi molto "gasato" ed eccitato e ci salutava con gli occhi che brillavano di gioia.
E dopo lo spettacolo dei bimbi, è arrivato il momento dei genitori, come vi raccontavo sempre nel punto 4 di questo post. E diciamo che questo spettacolo non è stato proprio perfetto, come nelle prove. Anzi. Battute lunghe sintetizzate in mezza frase, attacchi di canzoni ritardati e movimenti tutti sbagliati! Ma nel complesso è andato benone e, cosa più importante, ci siamo divertiti tutti: noi, i bambini e i genitori-spettatori! Poi, scriverò una banalità, ma quest'esperienza di "attrice improvvisata" mi ha lasciato davvero tanto a livello umano: il divertimento, la spensieratezza, la collaborazione e l'impegno che tutti noi genitori ci abbiamo messo. In modo davvero gratuito e disinteressato. Solo per divertirci e divertire i nostri figli. Ci abbiamo messo tutti, proprio tutti, il cuore, oltre all'impegno. E pazienza se nelle prove eravamo perfetti e durante lo spettacolo ognuno andava per i fatti suoi. Ho conosciuto persone simpatiche e disponibili. E pazienza se ero l'unico genitore della classe di FiglioPig a partecipare. Ora conosco mezza scuola. E poi mi sono divertita come una bambina. E pazienza se ho fatto i salti mortali per essere presente a tutte le prove.
Insomma, indipendentemente dal risultato, quest'esperienza ha un bilancio positivissimo. E chissà... spero di poter ripetere l'esperienza nei prossimi anni: FiglioPig a settembre inizia le elementari, ma FigliaPig inizia la materna e mi garantisce altri 3 anni di spettacoli!!! :-)
giovedì 30 maggio 2013
venerdì 24 maggio 2013
Normalità
E' incredibile come FigliaPig salti, balli e corra dappertutto con quella specie di gesso.
Dopo i primi giorni che sono stati abbastanza difficili perchè era agitata, nervosa, infastidita e insofferente, ha poi iniziato ad abituarsi al bendaggio, anche perchè poco per volta è diventato anche meno rigido e stretto. Ha quindi ripreso a giocare esattamente come prima, facendo tutto con il braccino sinistro e aiutandosi anche un po' con la manina destra che sbuca fuori dal bendaggio: sale e scende dal divano, dalla sedia, dal letto, balla Gangang Style e Cicale, gioca insieme al fratellone a fare il cagnolino in giro per casa (gioco che va per la maggiore in questa fase della loro vita!), si rotola per terra, si mette a pancia in giù e mangia e beve da sola con la mano sinistra. Insomma fa tutto quello che faceva prima, sembra solo Nemo - con una pinna più piccola dell'altra!
Vedendola così insofferente i primi giorni, pensavo che avremmo passato 3 settimane chiusi in casa, perchè non potevo neanche portarla fuori con il passaggino, agitata e nervosa com'era. Invece, davvero i bambini sanno sorprendere e hanno una capacità di recupero e adattamento incredibile!
Dopo una settima era così in forma che abbiamo deciso di provare a riportarla al nido. Anche le maestre erano stupite di come riuscisse a fare tutto, senza disagio o difficoltà, di come fosse "normale" e gestibile nonostante il gesso. E quindi, con il benestare delle maestre, questa settimana FigliaPig è tornata al nido e noi siamo inspettatamente tornati alla normale routine.
Sembra una sciocchezza, ma la normale routine, fa passare più in fretta le giornate, fa sentire FigliaPig "normale" e non malata e in sostanza ha riportato la serenità in casa Pig.
Ieri per la prima volta siamo andati al parco giochi dopo il "fattaccio" e l'ho fatta anche andare sullo scivolo (ovviamente aiutandola e tenendola, anche perchè con un solo braccio non era in grado di salire da sola). FigliaPig all'inizio era spaventata, ma vedendo che comunque io la tenevo si è fidata e alla fine si è divertita! Era molto contenta e soddisfatta di essere tornata a giocare sullo scivolo e noi più di lei, perchè ovviamente non volevamo che il parco giochi o lo scivolo diventassero un tabù.
In questi giorni ho imparato che la "normalità", certe volte, è sinonimo di "serenità".
Dopo i primi giorni che sono stati abbastanza difficili perchè era agitata, nervosa, infastidita e insofferente, ha poi iniziato ad abituarsi al bendaggio, anche perchè poco per volta è diventato anche meno rigido e stretto. Ha quindi ripreso a giocare esattamente come prima, facendo tutto con il braccino sinistro e aiutandosi anche un po' con la manina destra che sbuca fuori dal bendaggio: sale e scende dal divano, dalla sedia, dal letto, balla Gangang Style e Cicale, gioca insieme al fratellone a fare il cagnolino in giro per casa (gioco che va per la maggiore in questa fase della loro vita!), si rotola per terra, si mette a pancia in giù e mangia e beve da sola con la mano sinistra. Insomma fa tutto quello che faceva prima, sembra solo Nemo - con una pinna più piccola dell'altra!
Vedendola così insofferente i primi giorni, pensavo che avremmo passato 3 settimane chiusi in casa, perchè non potevo neanche portarla fuori con il passaggino, agitata e nervosa com'era. Invece, davvero i bambini sanno sorprendere e hanno una capacità di recupero e adattamento incredibile!
Dopo una settima era così in forma che abbiamo deciso di provare a riportarla al nido. Anche le maestre erano stupite di come riuscisse a fare tutto, senza disagio o difficoltà, di come fosse "normale" e gestibile nonostante il gesso. E quindi, con il benestare delle maestre, questa settimana FigliaPig è tornata al nido e noi siamo inspettatamente tornati alla normale routine.
Sembra una sciocchezza, ma la normale routine, fa passare più in fretta le giornate, fa sentire FigliaPig "normale" e non malata e in sostanza ha riportato la serenità in casa Pig.
Ieri per la prima volta siamo andati al parco giochi dopo il "fattaccio" e l'ho fatta anche andare sullo scivolo (ovviamente aiutandola e tenendola, anche perchè con un solo braccio non era in grado di salire da sola). FigliaPig all'inizio era spaventata, ma vedendo che comunque io la tenevo si è fidata e alla fine si è divertita! Era molto contenta e soddisfatta di essere tornata a giocare sullo scivolo e noi più di lei, perchè ovviamente non volevamo che il parco giochi o lo scivolo diventassero un tabù.
In questi giorni ho imparato che la "normalità", certe volte, è sinonimo di "serenità".
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giovedì 16 maggio 2013
Frattura
Dopo aver "annotato qualcosa di bello", è arrivato qualcosa di brutto:
FigliaPig, domenica, giorno della festa della mamma, nonchè giorno del MIO COMPLEANNO, si è rotta il collo dell'omero cadendo dalla scaletta dello scivolo. Non ha fatto un grande volo, era solo al secondo gradino, però è caduta proprio sulla spalla...
Le hanno fatto un bendaggio che per lei è una vera e propria tortura, perchè le blocca il braccio, la spalla ed anche il busto. Le prude dappertutto, è infastidita, triste e arrabbiata. Ha degli attimi di serenità, in cui gioca e sembra tranquilla, ma poi d'improvviso riprende il prurito e allora urla, scalcia, si dimena, vuole solo la mamma. E io soffio nelle intercapedini tra il bendaggio e la pelle, infilo il dito per cercare di darle sollievo, le metto il talco mentolato, la riempio di baci e coccole.
Ne abbiamo per 20 giorni ancora.
Insomma, non ce la stiamo passando troppo bene.
FigliaPig, domenica, giorno della festa della mamma, nonchè giorno del MIO COMPLEANNO, si è rotta il collo dell'omero cadendo dalla scaletta dello scivolo. Non ha fatto un grande volo, era solo al secondo gradino, però è caduta proprio sulla spalla...
Le hanno fatto un bendaggio che per lei è una vera e propria tortura, perchè le blocca il braccio, la spalla ed anche il busto. Le prude dappertutto, è infastidita, triste e arrabbiata. Ha degli attimi di serenità, in cui gioca e sembra tranquilla, ma poi d'improvviso riprende il prurito e allora urla, scalcia, si dimena, vuole solo la mamma. E io soffio nelle intercapedini tra il bendaggio e la pelle, infilo il dito per cercare di darle sollievo, le metto il talco mentolato, la riempio di baci e coccole.
Ne abbiamo per 20 giorni ancora.
Insomma, non ce la stiamo passando troppo bene.
venerdì 10 maggio 2013
Annotando qualcosa di bello
In questo periodo il lavoro non mi sta dando troppe soddisfazioni. In compenso sto cercando di trarre il meglio dalla vita privata, cercando di stare il più possibile con i miei bimbi e di fare cose CON e PER loro. E devo dire che non è affatto male.... e ci sto prendendo gusto!
Voglio annotare per ricordo qualche momento bello dell'ultimo periodo:
1)
Domenica siamo andati all'ACQUARIO DI GENOVA e poi alla Città dei Bambini e dei Ragazzi.
E' stata una bellissima giornata, nonostante la pioggia incessante.
Ormai siamo abbondantemente usciti dal "tunnel" delle pappe e dei pannolini anche per FigliaPig e fare una gita tutti insieme è diventato decisamente più facile e divertente. Infatti siamo stati bene, ci siamo divertiti tutti, i bambini hanno fatto i bravi e abbiamo passato davvero una giornata felice.
I bimbi erano affascinati dai pesci e quelli che assolutamente ci hanno colpito di più sono stati gli squali, i delfini, i piranha, i pinguini e i lamantini.
Alla Città dei Bambini poi si sono scatenati e divertiti tantissimo! FigliaPig anzichè stare nell'area dedicata ai 2/3 anni (nella quale FiglioPig invece non poteva stare), è stata tutto il tempo in quella dei bimbi più grandi, giocando tanto insieme al suo fratellone (come sempre del resto!!) ...
2)
Complice finalmente il bel tempo, FigliaPig è uscita per la prima volta sia con la bici (la ex prima bici di FiglioPig) sia con il monopattino a 3 ruote: sulla bici non sa ancora pedalare, abbiamo fatto solo qualche timido tentativo; sul monopattino ha imparato in fretta il movimento, anche se ovviamente riesce a fare solo qualche metro e poi abbandona il mezzo.
3)
Ieri al nido ho partecipato alla Festa della Mamma: sono stati dei momenti bellissimi, in cui come hanno detto le maestre "abbiamo fermato il tempo". FigliaPig si è divertita, era proprio "sciolta" e a suo agio. Abbiamo ascoltato insieme un bellissimo racconto letto e interpretato dalle maestre (lacrime a fiumi per MammaPig!) e poi abbiamo dipinto un quadro vero e proprio utilizzando diverse tecniche pittoriche (versando il colore mischiato all'acqua sulla tela, tamponando il colore, spruzzando con uno spazzolino, facendo timbrini con tappi di sughero, ecc.). Infine abbiamo ballato e cantato ed è stato davvero tutto perfetto!!! Queste maestre sono davvero mitiche, noi le adoriamo e vorrei abbracciarle tutti i giorni per dimostrare loro il mio affetto e la mia gratitudine. Spero davvero di riuscire a mantenere i contatti con loro, anche quando non avrò più figli che andranno al nido, perchè sono innanzitutto PERSONE SPLENDIDE, prima ancora che MAESTRE ECCEZIONALI.
4)
Ho decido di partecipare al tradizionale spettacolo dei genitori organizzato alla scuola di FiglioPig, che segue il saggio di fine anno dei bambini. Sono l'unica mamma della sezione di FiglioPig a partecipare e all'inizio temevo di sentirmi un pesce fuor d'acqua. Invece ho incontrato e conosciuto i genitori delle altre sezioni, che sono davvero persone simpatiche e divertenti: persino una persona timida come me, non si è praticamente mai sentita a disagio o fuori posto. Per ora ci incontriamo una sera a settimana per fare le prove ed è un momento davvero divertente e spensierato, che mi fa tornare a casa sempre più leggera. E non vedo l'ora di vedere la faccia dei miei bambini, quando mi vedranno sul palco.... :-)
Voglio annotare per ricordo qualche momento bello dell'ultimo periodo:
1)
Domenica siamo andati all'ACQUARIO DI GENOVA e poi alla Città dei Bambini e dei Ragazzi.
E' stata una bellissima giornata, nonostante la pioggia incessante.
Ormai siamo abbondantemente usciti dal "tunnel" delle pappe e dei pannolini anche per FigliaPig e fare una gita tutti insieme è diventato decisamente più facile e divertente. Infatti siamo stati bene, ci siamo divertiti tutti, i bambini hanno fatto i bravi e abbiamo passato davvero una giornata felice.
I bimbi erano affascinati dai pesci e quelli che assolutamente ci hanno colpito di più sono stati gli squali, i delfini, i piranha, i pinguini e i lamantini.
Alla Città dei Bambini poi si sono scatenati e divertiti tantissimo! FigliaPig anzichè stare nell'area dedicata ai 2/3 anni (nella quale FiglioPig invece non poteva stare), è stata tutto il tempo in quella dei bimbi più grandi, giocando tanto insieme al suo fratellone (come sempre del resto!!) ...
2)
Complice finalmente il bel tempo, FigliaPig è uscita per la prima volta sia con la bici (la ex prima bici di FiglioPig) sia con il monopattino a 3 ruote: sulla bici non sa ancora pedalare, abbiamo fatto solo qualche timido tentativo; sul monopattino ha imparato in fretta il movimento, anche se ovviamente riesce a fare solo qualche metro e poi abbandona il mezzo.
3)
Ieri al nido ho partecipato alla Festa della Mamma: sono stati dei momenti bellissimi, in cui come hanno detto le maestre "abbiamo fermato il tempo". FigliaPig si è divertita, era proprio "sciolta" e a suo agio. Abbiamo ascoltato insieme un bellissimo racconto letto e interpretato dalle maestre (lacrime a fiumi per MammaPig!) e poi abbiamo dipinto un quadro vero e proprio utilizzando diverse tecniche pittoriche (versando il colore mischiato all'acqua sulla tela, tamponando il colore, spruzzando con uno spazzolino, facendo timbrini con tappi di sughero, ecc.). Infine abbiamo ballato e cantato ed è stato davvero tutto perfetto!!! Queste maestre sono davvero mitiche, noi le adoriamo e vorrei abbracciarle tutti i giorni per dimostrare loro il mio affetto e la mia gratitudine. Spero davvero di riuscire a mantenere i contatti con loro, anche quando non avrò più figli che andranno al nido, perchè sono innanzitutto PERSONE SPLENDIDE, prima ancora che MAESTRE ECCEZIONALI.
4)
Ho decido di partecipare al tradizionale spettacolo dei genitori organizzato alla scuola di FiglioPig, che segue il saggio di fine anno dei bambini. Sono l'unica mamma della sezione di FiglioPig a partecipare e all'inizio temevo di sentirmi un pesce fuor d'acqua. Invece ho incontrato e conosciuto i genitori delle altre sezioni, che sono davvero persone simpatiche e divertenti: persino una persona timida come me, non si è praticamente mai sentita a disagio o fuori posto. Per ora ci incontriamo una sera a settimana per fare le prove ed è un momento davvero divertente e spensierato, che mi fa tornare a casa sempre più leggera. E non vedo l'ora di vedere la faccia dei miei bambini, quando mi vedranno sul palco.... :-)
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martedì 9 aprile 2013
L'evoluzione del linguaggio di FigliaPig
FigliaPig si è sempre fatta capire molto bene. Anche quando non parlava.
Le baby sitter "occasionali" erano stupite da come riuscisse a farsi capire ad appena 1 anno e senza pronunciare delle vere e proprie parole. Tipo che se aveva fame, ti indicava il suo seggiolone e tentava di dire pappa (PAAAA). Inequivocabile.
Alcuni vocabili invece erano chiari solo a noi della famiglia.
Ad esempio, il nome di FiglioPig: Matteo. A 18 mesi tentava di chiamarlo e quello che usciva fuori era "PESCE". Sulla relazione tra i suoni "Matteo" e "Pesce" continuiamo ad interrogarci tuttora. In ogni caso, siamo andati avanti tutta l'estate con "Pesce" e dovevamo sempre specificare agli estranei che in realtà era il nome del fratello per non farla prendere per una pazza visionaria, appassionata di pesce!
Intorno ai 24 mesi, Pesce si è trasformato in "PETTAO" e questo modo di chiamare FiglioPig era così simpatico che nel giro di poco è diventato il suo soprannome ufficiale (ancora adesso qualche volta lo chiamiamo così in modo affettuoso!).
E finalmente a metà marzo (ossia a 28 mesi) anche Pettao si è trasformato in un chiaro MATTEO.
Un'evoluzione simile ha avuto anche Babbo Natale. A 25 mesi circa diceva "Ucci Ciale", mentre ora lo pronuncia correttamente.
Nel corso degli ultimi mesi, FigliaPig ha migliorato molto la pronuncia delle tante parole che ormai conosce e ovviamente ha anche arricchito il suo vocabolario. Formula frasi abbastanza complesse e ci imita nelle espressioni e nei modi di dire. Ad esempio, mi passa le mani sulla fronte e sui capelli e mi dice "Sei bella sudatina!!" .... ovviamente a sproposito, quando non sono per niente "sudatina", il che la rende ancora più buffa!!! Ogni volta che noi o FiglioPig raccontiamo qualcosa della giornata, lei si intromette per fare altrettanto e tenta di ripetere quello che abbiamo detto noi, infilandoci i nomi delle sue amiche dell'asilo. Davvero tenera e divertente!!
Poi parlotta tanto da sola mentre gioca. Prende le sue bamboline, le sgrida perchè fanno i capricci e ripete loro "Non si fa! In castigo!!". Prende le pentoline, cucina ed elenca tutti gli ingredienti che mette (spesso non aderenti alla realtà, tipo prende il peperone e dice che è l'olio. Vabbè, dettagli!).
La prova del nove che dimostra quanto ora parli "bene", però, sono le canzoni. Prima canticchiava le canzoncine che imparava all'asilo nido e - a parte quelle già a note - noi non capivamo neppure l'argomento. I suoni che diceva erano senza senso e non avevano nessuno filo logico. Ora finalmente, con l'evoluzione del linguaggio, abbiamo capito le parole e il significato di alcune canzoni che cantava da mesi e abbiamo scoperto che sono completamente diverse da quello che ci aspettavamo. Ad esempio, continuava a cantare "i bambini consolare" (o almeno sembrava dicesse così), mentre ora abbiamo scoperto che diceva "i bambini so suonare" (dove viene suonata ogni parte del corpo del bambino: la pancia, il naso, ecc.). Che ridere con FiglioPig il giorno in cui FigliaPig ha finalmente pronunciato bene le parole della canzone: eravamo felici come se avessimo risolto il più intricato dei misteri!!
In conclusione ormai abbiamo un'altra bella chiacchierina in giro per casa, che promette bene come il fratellone. Lei non si lancia ancora in tanti discorsi davanti ad uno sconosciuto, ma con noi della famiglia non sta zitta un attimo e ci sono certi momenti che non saprei davvero dire chi è il più chiacchierone tra i due. Diciamo che la lingua non manca a nessuno. Neanche a MammaPig del resto.
Le baby sitter "occasionali" erano stupite da come riuscisse a farsi capire ad appena 1 anno e senza pronunciare delle vere e proprie parole. Tipo che se aveva fame, ti indicava il suo seggiolone e tentava di dire pappa (PAAAA). Inequivocabile.
Alcuni vocabili invece erano chiari solo a noi della famiglia.
Ad esempio, il nome di FiglioPig: Matteo. A 18 mesi tentava di chiamarlo e quello che usciva fuori era "PESCE". Sulla relazione tra i suoni "Matteo" e "Pesce" continuiamo ad interrogarci tuttora. In ogni caso, siamo andati avanti tutta l'estate con "Pesce" e dovevamo sempre specificare agli estranei che in realtà era il nome del fratello per non farla prendere per una pazza visionaria, appassionata di pesce!
Intorno ai 24 mesi, Pesce si è trasformato in "PETTAO" e questo modo di chiamare FiglioPig era così simpatico che nel giro di poco è diventato il suo soprannome ufficiale (ancora adesso qualche volta lo chiamiamo così in modo affettuoso!).
E finalmente a metà marzo (ossia a 28 mesi) anche Pettao si è trasformato in un chiaro MATTEO.
Un'evoluzione simile ha avuto anche Babbo Natale. A 25 mesi circa diceva "Ucci Ciale", mentre ora lo pronuncia correttamente.
Nel corso degli ultimi mesi, FigliaPig ha migliorato molto la pronuncia delle tante parole che ormai conosce e ovviamente ha anche arricchito il suo vocabolario. Formula frasi abbastanza complesse e ci imita nelle espressioni e nei modi di dire. Ad esempio, mi passa le mani sulla fronte e sui capelli e mi dice "Sei bella sudatina!!" .... ovviamente a sproposito, quando non sono per niente "sudatina", il che la rende ancora più buffa!!! Ogni volta che noi o FiglioPig raccontiamo qualcosa della giornata, lei si intromette per fare altrettanto e tenta di ripetere quello che abbiamo detto noi, infilandoci i nomi delle sue amiche dell'asilo. Davvero tenera e divertente!!
Poi parlotta tanto da sola mentre gioca. Prende le sue bamboline, le sgrida perchè fanno i capricci e ripete loro "Non si fa! In castigo!!". Prende le pentoline, cucina ed elenca tutti gli ingredienti che mette (spesso non aderenti alla realtà, tipo prende il peperone e dice che è l'olio. Vabbè, dettagli!).
La prova del nove che dimostra quanto ora parli "bene", però, sono le canzoni. Prima canticchiava le canzoncine che imparava all'asilo nido e - a parte quelle già a note - noi non capivamo neppure l'argomento. I suoni che diceva erano senza senso e non avevano nessuno filo logico. Ora finalmente, con l'evoluzione del linguaggio, abbiamo capito le parole e il significato di alcune canzoni che cantava da mesi e abbiamo scoperto che sono completamente diverse da quello che ci aspettavamo. Ad esempio, continuava a cantare "i bambini consolare" (o almeno sembrava dicesse così), mentre ora abbiamo scoperto che diceva "i bambini so suonare" (dove viene suonata ogni parte del corpo del bambino: la pancia, il naso, ecc.). Che ridere con FiglioPig il giorno in cui FigliaPig ha finalmente pronunciato bene le parole della canzone: eravamo felici come se avessimo risolto il più intricato dei misteri!!
In conclusione ormai abbiamo un'altra bella chiacchierina in giro per casa, che promette bene come il fratellone. Lei non si lancia ancora in tanti discorsi davanti ad uno sconosciuto, ma con noi della famiglia non sta zitta un attimo e ci sono certi momenti che non saprei davvero dire chi è il più chiacchierone tra i due. Diciamo che la lingua non manca a nessuno. Neanche a MammaPig del resto.
giovedì 4 aprile 2013
La felicità è dall'altra parte della paura
Non sono una persona coraggiosa. E nemmeno impulsiva. Prima di decidermi a fare qualcosa, ci ragiono e ragiono e ragiono. Spesso poi è la mia prima scelta a prevalere, però prima di intraprenderla spendo sempre molto tempo ad esaminare tutti i pro e i contro, a vagliare eventuali altre soluzioni per poi alla fine tornare sulla prima scelta.
Quindi è raro che prenda una decisione di un certo spessore, così su due piedi.
E' raro, ma può capitare. Ed è capitato.
Tre settimane fa.
Come già vi dicevo qui, in questo periodo in ufficio non c'è molto lavoro e io ho accumulato nel corso degli anni tanti giorni di ferie arretrate. Il mio capo quindi mi ha "invitato" a prendere un po' di ferie.
Così, senza preavviso.
Che faccio a metà marzo?
La tentazione di vivere passivamente e oziosamente questi inaspettati giorni di ferie è stata forte, ma poi per caso, proprio in quei giorni, ho letto una frase che suonava più o meno così: "La felicità è dall'altra parte della paura". L'ho presa come un segno. Continuava a girarmi in testa. Come se qualcuno mi dicesse "Fallo". Mi ci voleva un po' di coraggio, solo un po' di coraggio, per prendere una decisione che avevo paura di prendere.
Partire con i bimbi. Da sola con i bimbi.
Andare a trovare NonnaPig, che vive ai Caraibi.
Pochi giorni dopo ero su un aereo. Da sola con i bimbi. Contentissimi.
Una decisione presa impulsivamente, senza riflettere troppo, senza esaminare ogni minima sfaccettatura e ogni minimo "e se ...", senza fermarmi di fronte ai mille dubbi e alle tante preoccupazioni.
Siamo partiti il 17 marzo: nella nostra città nevicava.
Siamo atterrati dopo 10 ore di volo e abbiamo trovato 29 gradi.
Sono stata sospesa tra realtà e sogno per diversi giorni.
Non mi sembrava possibile.
Non mi sembrava reale.
I piedini nudi, le bracciotte scoperte, i castelli di sabbia, il mare blu ed infinito, il sole che arroventava la pelle.
Sono state due settimane fantastiche.
La felicità è dall'altra parte della paura.
Quindi è raro che prenda una decisione di un certo spessore, così su due piedi.
E' raro, ma può capitare. Ed è capitato.
Tre settimane fa.
Come già vi dicevo qui, in questo periodo in ufficio non c'è molto lavoro e io ho accumulato nel corso degli anni tanti giorni di ferie arretrate. Il mio capo quindi mi ha "invitato" a prendere un po' di ferie.
Così, senza preavviso.
Che faccio a metà marzo?
La tentazione di vivere passivamente e oziosamente questi inaspettati giorni di ferie è stata forte, ma poi per caso, proprio in quei giorni, ho letto una frase che suonava più o meno così: "La felicità è dall'altra parte della paura". L'ho presa come un segno. Continuava a girarmi in testa. Come se qualcuno mi dicesse "Fallo". Mi ci voleva un po' di coraggio, solo un po' di coraggio, per prendere una decisione che avevo paura di prendere.
Partire con i bimbi. Da sola con i bimbi.
Andare a trovare NonnaPig, che vive ai Caraibi.
Pochi giorni dopo ero su un aereo. Da sola con i bimbi. Contentissimi.
Una decisione presa impulsivamente, senza riflettere troppo, senza esaminare ogni minima sfaccettatura e ogni minimo "e se ...", senza fermarmi di fronte ai mille dubbi e alle tante preoccupazioni.
Siamo partiti il 17 marzo: nella nostra città nevicava.
Siamo atterrati dopo 10 ore di volo e abbiamo trovato 29 gradi.
Sono stata sospesa tra realtà e sogno per diversi giorni.
Non mi sembrava possibile.
Non mi sembrava reale.
I piedini nudi, le bracciotte scoperte, i castelli di sabbia, il mare blu ed infinito, il sole che arroventava la pelle.
Sono state due settimane fantastiche.
La felicità è dall'altra parte della paura.
giovedì 7 marzo 2013
I miei ricordi fino ai 6 anni
Diventare mamma secondo me è anche un po' terapeutico. Personalmente, attraverso i miei figli, rivivo parte della mia infanzia. Mi vengono in mente episodi che avevo rimosso. Mi spiego cose che all'epoca non capivo. Provo a mettermi nei panni dei miei genitori e incuriosita, mi capita anche di porre loro delle domande sui miei primi anni di vita.
Con i miei genitori ho un bel rapporto, ma mi colpisce il fatto che non parliamo mai del passato (soprattutto così lontano!), ma sempre e solo del presente. Per dire, mio padre non è venuto mai a dirmi spontaneamente "sai, mi ricordo che quando eri piccola facevi così..." oppure "ti ricordi quando abbiamo fatto questo...". Parliamo solo di ciò che viviamo. Eppure io guardando e "vivendo" i miei figli, trovo immediato pensare a me stessa alla loro età e vorrei tanto che i miei genitori mi raccontassero tutto quello che si ricordano. Per esempio, guardando il nipotino che inizia a gattonare, pensavo venisse loro spontaneo raccontare su come io ho iniziato a farlo. Invece no, sembra che i miei genitori abbiano rimosso parecchio di quell'epoca.... Pochi ricordi (anzi, mio padre zero ricordi, solo mia mamma si ricorda qualcosa). In quest'ottica spero che questo blog sia accessibile ai miei figli anche fra 30 anni e racconti loro di come erano quando erano piccoli. Certo, in questo blog non scrivo proprio tutto, ma magari, come succede sfogliando un album, partendo da ciò che c'è fisicamente, si riesce a ricordare anche ciò che c'è solo nella nostra memoria.
Dal momento, quindi, che non posso fare troppo affidamento sui racconti di altri, cerco di recuperare particolari sepolti nei miei ricordi. Sarebbe utile il pensatoio di Silente, in certi casi.
Ho vissuto con la mia famiglia fino ai 6 anni in un appartamento in affitto, poi ci siamo trasferiti in un nuovo appartamento, di proprietà dei miei genitori: questo trasloco per me rappresenta un po' la linea del ricordo, ovvero i miei ricordi partono principalmente da qui. Mi ricordo che una volta mi hanno portato a visitare questa nuova casa mentre c'erano i lavori di ristrutturazione e c'ero rimasta un po' male nel constatare che non c'erano i pavimenti. E poi mi ricordo che ho fatto un bel capriccio perchè non volevo le tendine alla finestra della mia cameretta. Ma alla fine le tendine me le hanno messe.
Ricordo che ci siamo trasferiti lì in primavera/estate. Era il 1986. Avevo 6 anni compiuti da poco. In quell'estate mi hanno comprato la mia prima "cartella" per la scuola elementare. Era proprio una cartella, non uno zaino: di cuoio azzurrina con Snoopy. L'anno successivo è stata poi sostituita con uno zaino rosa di Popeye, Braccio di Ferro insomma, ma sullo zaino era scritto proprio in inglese. E mi ricordo che sia Snoopy che Popeye li avevo scelti io dopo un lungo ragionamento perchè erano personaggi "evergreen" e in quanto tali erano più "da grandi" e sarebbero andati bene per molti anni. Mai e poi mai avrei scelto uno zaino di Barbie (che invece avevano tutte le mie amiche) che giudicavo troppo da "piccola" e troppo da "femmina". Avevo 6 anni e giudicavo lo zaino di Barbie da piccola.
Prima di questo trasloco, ho vaghi ricordi. Ricordo abbastanza bene come era fatta la casa di prima, ma non ricordo i giochi che facevo, i miei pupazzi preferiti, non ricordo aneddoti, non ricordo se di notte mi alzavo dal mio letto per andare nel lettone dei miei, non ricordo se saltavo sul divano o se litigavo con mio fratello, non ricordo il momento del pranzo, non ricordo nemmeno cosa mi piaceva mangiare.... Mi ricordo solo che al piano di sotto c'erano anche i miei zii e mi piaceva tanto andare da loro. Ricordo una volta che ho fatto colazione da loro, nella loro minuscola cucina. Chissà se era davvero colazione.
Poi ho qualche ricordo della scuola materna. Mi portava mio papà e io piangevo sempre. Lacrime sommesse, senza troppi singhiozzi, perchè sono sempre stata molto timida e non volevo attirare l'attenzione su di me. Quando FiglioPig piangeva, durante i primi mesi di scuola materna, gli raccontavo delle mie lacrime, ma a scuola ci dovevo andare lo stesso e alla fine poi mi divertivo e il momento di nostalgia passava presto. Volevo che sapesse che anche io ho sempre patito il momento del distacco e che sono sopravvissuta. FiglioPig, a differenza mia, ha smesso in fretta in piangere.
Della scuola materna ho comunque parecchi ricordi, alcuni nitidi, altri meno.
Mi ricordo ad esempio quando uscivamo a giocare in giardino, nei tubi di cemento o nella sabbiera (... entrambi banditissimi ora!!). Io adoravo fare il "cioccolato" sfregando il tacco della scarpa nella terra e preparavo gustose coppette di gelato.
Mi ricordo di quando andavamo a fare il riposino, sui materassini per terra, con le lenzuola e la copertina che portavamo da casa.
Mi ricordo quando la maestra ha cercato di spiegarci cosa era successo a Chernobyl e che non potevamo più mangiare insalata e pomodori.
Mi ricordo dello spettacolo dell'ultimo anno di materna e della mia tremenda paura di esibirmi.
Mi ricordo delle bandiere gialle usate in questo saggio, con il legno pitturato da noi e una stoffa gialla attaccata con dei chiodini.
I miei ricordi 0-6 anni più o meno sono tutti qua.
Non mi ricordo le vacanze, non mi ricordo i momenti con la mia famiglia, non mi ricordi i Natali, non mi ricordo le merende, non mi ricordo le coccole.
Non dico che tutto questo non ci sia stato, ma io non lo ricordo.
Spero che questo blog serva ai miei figli per ricordare questi anni. Nei prossimi giorni cercherò di scrivere di più sulla loro quotidianità, su quello che amano fare, su quello che dicono, su quello che cantano, su quello che sono. Perchè ho paura che anche io lo dimenticherò presto.
Con i miei genitori ho un bel rapporto, ma mi colpisce il fatto che non parliamo mai del passato (soprattutto così lontano!), ma sempre e solo del presente. Per dire, mio padre non è venuto mai a dirmi spontaneamente "sai, mi ricordo che quando eri piccola facevi così..." oppure "ti ricordi quando abbiamo fatto questo...". Parliamo solo di ciò che viviamo. Eppure io guardando e "vivendo" i miei figli, trovo immediato pensare a me stessa alla loro età e vorrei tanto che i miei genitori mi raccontassero tutto quello che si ricordano. Per esempio, guardando il nipotino che inizia a gattonare, pensavo venisse loro spontaneo raccontare su come io ho iniziato a farlo. Invece no, sembra che i miei genitori abbiano rimosso parecchio di quell'epoca.... Pochi ricordi (anzi, mio padre zero ricordi, solo mia mamma si ricorda qualcosa). In quest'ottica spero che questo blog sia accessibile ai miei figli anche fra 30 anni e racconti loro di come erano quando erano piccoli. Certo, in questo blog non scrivo proprio tutto, ma magari, come succede sfogliando un album, partendo da ciò che c'è fisicamente, si riesce a ricordare anche ciò che c'è solo nella nostra memoria.
Dal momento, quindi, che non posso fare troppo affidamento sui racconti di altri, cerco di recuperare particolari sepolti nei miei ricordi. Sarebbe utile il pensatoio di Silente, in certi casi.
Ho vissuto con la mia famiglia fino ai 6 anni in un appartamento in affitto, poi ci siamo trasferiti in un nuovo appartamento, di proprietà dei miei genitori: questo trasloco per me rappresenta un po' la linea del ricordo, ovvero i miei ricordi partono principalmente da qui. Mi ricordo che una volta mi hanno portato a visitare questa nuova casa mentre c'erano i lavori di ristrutturazione e c'ero rimasta un po' male nel constatare che non c'erano i pavimenti. E poi mi ricordo che ho fatto un bel capriccio perchè non volevo le tendine alla finestra della mia cameretta. Ma alla fine le tendine me le hanno messe.
Ricordo che ci siamo trasferiti lì in primavera/estate. Era il 1986. Avevo 6 anni compiuti da poco. In quell'estate mi hanno comprato la mia prima "cartella" per la scuola elementare. Era proprio una cartella, non uno zaino: di cuoio azzurrina con Snoopy. L'anno successivo è stata poi sostituita con uno zaino rosa di Popeye, Braccio di Ferro insomma, ma sullo zaino era scritto proprio in inglese. E mi ricordo che sia Snoopy che Popeye li avevo scelti io dopo un lungo ragionamento perchè erano personaggi "evergreen" e in quanto tali erano più "da grandi" e sarebbero andati bene per molti anni. Mai e poi mai avrei scelto uno zaino di Barbie (che invece avevano tutte le mie amiche) che giudicavo troppo da "piccola" e troppo da "femmina". Avevo 6 anni e giudicavo lo zaino di Barbie da piccola.
Prima di questo trasloco, ho vaghi ricordi. Ricordo abbastanza bene come era fatta la casa di prima, ma non ricordo i giochi che facevo, i miei pupazzi preferiti, non ricordo aneddoti, non ricordo se di notte mi alzavo dal mio letto per andare nel lettone dei miei, non ricordo se saltavo sul divano o se litigavo con mio fratello, non ricordo il momento del pranzo, non ricordo nemmeno cosa mi piaceva mangiare.... Mi ricordo solo che al piano di sotto c'erano anche i miei zii e mi piaceva tanto andare da loro. Ricordo una volta che ho fatto colazione da loro, nella loro minuscola cucina. Chissà se era davvero colazione.
Poi ho qualche ricordo della scuola materna. Mi portava mio papà e io piangevo sempre. Lacrime sommesse, senza troppi singhiozzi, perchè sono sempre stata molto timida e non volevo attirare l'attenzione su di me. Quando FiglioPig piangeva, durante i primi mesi di scuola materna, gli raccontavo delle mie lacrime, ma a scuola ci dovevo andare lo stesso e alla fine poi mi divertivo e il momento di nostalgia passava presto. Volevo che sapesse che anche io ho sempre patito il momento del distacco e che sono sopravvissuta. FiglioPig, a differenza mia, ha smesso in fretta in piangere.
Della scuola materna ho comunque parecchi ricordi, alcuni nitidi, altri meno.
Mi ricordo ad esempio quando uscivamo a giocare in giardino, nei tubi di cemento o nella sabbiera (... entrambi banditissimi ora!!). Io adoravo fare il "cioccolato" sfregando il tacco della scarpa nella terra e preparavo gustose coppette di gelato.
Mi ricordo di quando andavamo a fare il riposino, sui materassini per terra, con le lenzuola e la copertina che portavamo da casa.
Mi ricordo quando la maestra ha cercato di spiegarci cosa era successo a Chernobyl e che non potevamo più mangiare insalata e pomodori.
Mi ricordo dello spettacolo dell'ultimo anno di materna e della mia tremenda paura di esibirmi.
Mi ricordo delle bandiere gialle usate in questo saggio, con il legno pitturato da noi e una stoffa gialla attaccata con dei chiodini.
I miei ricordi 0-6 anni più o meno sono tutti qua.
Non mi ricordo le vacanze, non mi ricordo i momenti con la mia famiglia, non mi ricordi i Natali, non mi ricordo le merende, non mi ricordo le coccole.
Non dico che tutto questo non ci sia stato, ma io non lo ricordo.
Spero che questo blog serva ai miei figli per ricordare questi anni. Nei prossimi giorni cercherò di scrivere di più sulla loro quotidianità, su quello che amano fare, su quello che dicono, su quello che cantano, su quello che sono. Perchè ho paura che anche io lo dimenticherò presto.
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